Il business plan è uno strumento fondamentale per ogni impresa: serve a definire gli obiettivi, pianificare le risorse e presentarsi in modo credibile a banche, investitori o partner strategici. Ma chi dovrebbe redigerlo? Spesso gli imprenditori si aspettano che sia il Commercialista a farsene carico. In realtà, è l’imprenditore che deve scrivere il proprio business plan, perché è lui a conoscere (o dovrebbe conoscere) la visione, i clienti, i prodotti, il mercato e i sogni della propria impresa. Il Commercialista entra in gioco come partner tecnico, capace di validare, correggere e rendere credibile ciò che è stato pianificato.
Un errore comune è pensare che il business plan sia solo un documento fatto di tabelle Excel, budget e flussi di cassa. In realtà, è una rappresentazione strategica dell’idea imprenditoriale: racconta perché il mercato dovrebbe scegliere quell’impresa, quali bisogni risolve e in che modo è sostenibile nel tempo. Questo racconto, con tutte le sue sfumature, può nascere solo dalla mente dell’imprenditore.
Il Commercialista ha una funzione diversa, ma complementare: trasformare i sogni in numeri coerenti. Non deve inventare i dati, ma verificarne la logica. Ecco alcuni contributi essenziali che può dare:
Analisi di coerenza: se un imprenditore prevede di fatturare 1 milione il primo anno, ma ha solo due dipendenti e nessuna struttura, il Commercialista può (e deve) far notare l’incongruenza.
Conoscenza dei costi e dei processi: grazie all’esperienza con molte imprese, può stimare se i costi dichiarati sono realistici, se sono stati sottovalutati o se mancano voci importanti.
Validazione finanziaria: aiuta a costruire il bilancio previsionale e il cash flow rendendoli presentabili alle banche.
Rispetto delle norme fiscali e civilistiche: assicura che il piano sia compatibile con obblighi e vincoli di legge.
Spesso l’imprenditore, preso dall’entusiasmo o dall’ansia, fornisce numeri campati in aria, copiati da business plan online o stimati “a occhio”.
Il Commercialista, invece, ha la competenza per dire:
“Questa previsione non è supportata da dati oggettivi. Manca l’analisi dei costi fissi, e le proiezioni dei ricavi non considerano la stagionalità…”
Grazie alla sua visione trasversale dei processi aziendali, il Commercialista può smascherare errori nascosti (spesso dovuti alla cattiva organizzazione dell’azienda) e aiutare l’imprenditore a riformulare obiettivi più solidi (e a riorganizzare l’azienda, se ne ha le competenze).
Quando il piano nasce dall’imprenditore e viene rifinito tecnicamente dal Commercialista, si crea uno strumento credibile e potente.
Non è solo un documento da presentare a una banca, ma una bussola interna che guida le decisioni aziendali. Inoltre, mostra che l’impresa è ben strutturata: l’imprenditore conosce il proprio business, e il Commercialista ne ha certificato la sostenibilità.
Il business plan è il primo test di maturità per ogni imprenditore.
Non può essere delegato al Commercialista, ma non può nemmeno prescindere dal suo intervento tecnico.
Il ruolo del Commercialista è quello di tradurre la visione imprenditoriale in numeri coerenti, affidabili e presentabili. È un lavoro di squadra, in cui ciascuno porta competenze diverse ma indispensabili. Quando questo equilibrio è rispettato, il business plan non è solo carta: è una vera arma strategica.
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