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L’intelligenza artificiale nello studio del Commercialista: opportunità, rischi e metodo di verifica delle risposte

Negli ultimi due anni molti studi professionali hanno iniziato a utilizzare strumenti di intelligenza artificiale generativa per supportare attività quotidiane: redazione di pareri preliminari, sintesi normative, predisposizione di bozze di documenti o ricerca di riferimenti giurisprudenziali.

Questi strumenti possono rappresentare un valido supporto operativo, ma non possono in alcun modo sostituire la competenza professionale del Commercialista.
Anzi, se utilizzati senza metodo, possono introdurre errori anche gravi in ambito fiscale e societario.

L’obiettivo di questo articolo è evidenziare i principali rischi operativi nell’uso dell’AI in ambito fiscale e proporre un metodo concreto per verificare la qualità delle risposte.

1. Il primo errore: considerare l’AI una fonte normativa

Uno degli errori più frequenti consiste nel trattare la risposta dell’intelligenza artificiale come se fosse una fonte normativa o interpretativa ufficiale.

L’AI non è una banca dati giuridica certificata.
È un sistema che genera risposte probabilistiche, basate su grandi quantità di testi, ma non garantisce l’accuratezza normativa.

Esempio pratico

Un professionista chiede:

“Le spese di rappresentanza sono deducibili integralmente per le imprese?”

Una possibile risposta dell’AI potrebbe essere:

“Le spese di rappresentanza sono deducibili se inerenti all’attività.”

La risposta non è sbagliata, ma è incompleta.

La normativa (art. 108 TUIR) prevede invece limiti percentuali sui ricavi:

Ricavi Limite deducibilità
fino a 10 mln 1,5%
10–50 mln 0,6%
oltre 50 mln 0,4%

Un professionista che si fermasse alla risposta dell’AI rischierebbe di fornire un parere errato al cliente.

2. Il rischio di norme obsolete

Un altro problema riguarda l’aggiornamento normativo.

Molti sistemi AI non sono costantemente aggiornati con:

  • ultime leggi di bilancio
  • circolari dell’Agenzia delle Entrate
  • interpretazioni giurisprudenziali recenti

Esempio

Domanda:

“Il limite all’uso del contante è 2.000 euro?”

L’AI potrebbe rispondere:

“Sì, il limite è 2.000 euro.”

Ma il limite oggi è 5.000 euro.

Un errore di questo tipo in un parere professionale può generare responsabilità professionale.

3. L’errore di generalizzazione

L’intelligenza artificiale tende a fornire risposte generali, mentre la materia fiscale è fortemente casistica.

Esempio

Domanda:

“Le auto aziendali sono deducibili?”

Risposta AI tipica:

“Sono deducibili al 20%.”

Ma la disciplina cambia a seconda del caso:

Caso Deduzione
auto uso promiscuo dipendente 70%
agenti e rappresentanti 80%
imprese e professionisti 20%

Una risposta generica può indurre in errore il professionista meno esperto.

4. Il rischio delle “citazioni inventate”

Uno dei fenomeni più noti dell’AI è la cosiddetta hallucination: la generazione di informazioni plausibili ma inesatte.

In ambito fiscale può tradursi in:

  • circolari inesistenti
  • sentenze inventate
  • articoli di legge sbagliati.

Esempio

L’AI potrebbe scrivere:

“Secondo la Circolare Agenzia Entrate 14/2019…”

Quando quella circolare non esiste oppure tratta un tema diverso.

Un professionista che riportasse quella citazione senza verificarla rischierebbe di compromettere la credibilità del proprio parere.

5. Errori nei calcoli fiscali

Un ulteriore rischio riguarda i calcoli tributari.

L’AI può sbagliare:

  • percentuali
  • arrotondamenti
  • applicazione di soglie
  • formule di imposta.

Esempio

Domanda:

“Quanto paga una SRL con 100.000 euro di utile?”

Una risposta automatica potrebbe calcolare solo l’IRES (24%) ignorando:

  • IRAP
  • variazioni fiscali
  • ACE
  • deduzioni.

Il risultato sarebbe tecnicamente fuorviante.

6. Come verificare la qualità delle risposte dell’AI

L’intelligenza artificiale può essere utile solo se utilizzata con metodo.

Un professionista dovrebbe sempre applicare almeno quattro livelli di verifica.

1. Verifica normativa

Controllare sempre:

  • articolo di legge citato
  • aggiornamento normativo
  • eventuali modifiche recenti.

Fonti tipiche:

  • TUIR
  • leggi di bilancio
  • banche dati professionali
  • Agenzia delle Entrate.

2. Verifica delle fonti citate

Quando l’AI cita:

  • circolari
  • risoluzioni
  • sentenze

è fondamentale controllare che esistano davvero.

Molti errori nascono proprio da citazioni plausibili ma inesatte.

3. Verifica di coerenza tecnica

Un Commercialista esperto deve chiedersi:

  • la risposta è coerente con il sistema fiscale?
  • manca qualche eccezione?
  • la risposta è troppo generica?

Se una risposta sembra troppo semplice, spesso lo è.

4. Verifica con casi concreti

Il metodo migliore è testare la risposta con un esempio reale.

Ad esempio:

  • calcolo di deduzioni
  • simulazione di imposte
  • applicazione delle percentuali.

Se il risultato non torna, la risposta va approfondita.

7. Come usare correttamente l’AI nello studio professionale

L’intelligenza artificiale può essere utile per:

  • sintesi normative
  • brainstorming su casi complessi
  • schemi riepilogativi
  • bozze di relazioni.

Ma non dovrebbe mai essere utilizzata come unica fonte decisionale.

Il suo ruolo deve essere quello di assistente informativo, non di consulente.

8. Perché la preparazione del Commercialista resta insostituibile

Ad oggi nessun sistema di intelligenza artificiale può sostituire:

  • la capacità interpretativa del professionista
  • l’esperienza sui casi reali
  • la valutazione del rischio fiscale
  • il rapporto fiduciario con il cliente.

Il diritto tributario non è solo un insieme di norme, ma un sistema complesso fatto di:

  • interpretazioni
  • prassi amministrative
  • giurisprudenza
  • contesto economico.

Solo un professionista preparato è in grado di valutare queste variabili e assumersi la responsabilità del parere.

Conclusione

L’intelligenza artificiale rappresenta uno strumento potente, destinato a entrare stabilmente negli studi professionali.

Tuttavia, affidarsi passivamente alle sue risposte può generare errori anche gravi, soprattutto in ambito fiscale dove:

  • le norme cambiano frequentemente
  • i casi sono altamente specifici
  • la responsabilità professionale è elevata.

Per questo motivo l’AI deve essere utilizzata come supporto alla competenza, non come sostituto.

In definitiva, almeno allo stato attuale della tecnologia, nulla può sostituire la preparazione tecnica, l’esperienza e il senso critico del Commercialista.

È proprio questa competenza che consente al professionista di distinguere una risposta plausibile da una risposta corretta.

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