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Il Commercialista strategico non “chiude il bilancio”: guida l’impresa mese per mese (con strumenti rapidi, avanzati ed efficaci).

Nelle PMI italiane c’è un paradosso che si ripete ovunque:
si lavora tantissimo, si fattura, si corre… ma spesso si scopre come è andata davvero solo quando arriva il bilancio.

E a quel punto è tardi.
Tardi per correggere i margini, tardi per fermare i costi che stanno scappando, tardi per difendere la liquidità e tardi anche per presentarsi bene in banca.

Qui entra in gioco una figura che oggi vale oro: il Commercialista che fa Controllo di Gestione, non in modo “teorico”, ma con un metodo pratico, rapido, misurabile, che produce decisioni.

Ed è esattamente la competenza che molti professionisti stanno sviluppando con MasterBANK AIW, un percorso pensato per chi vuole aiutare concretamente le PMI a migliorare performance e accesso al credito.

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Perché il Controllo di Gestione non è “contabilità fatta meglio”

Il Controllo di Gestione serve a una cosa molto semplice (e potentissima):

Trasformare i numeri in decisioni.

Non significa inserire dati in un gestionale.
Significa creare un sistema che, ogni mese, risponda a domande decisive:

  • Stiamo guadagnando davvero su ciò che vendiamo?
  • Quali costi stanno salendo senza che ce ne accorgiamo?
  • Quali reparti/centri di costo stanno assorbendo margine?
  • Dove stiamo perdendo liquidità?
  • Siamo in linea con il budget o stiamo deragliando?
  • Quali azioni possiamo fare nei prossimi 30 giorni per correggere il trend?

E quando questa logica è guidata dal Commercialista, succede una cosa che cambia il rapporto con il cliente:
non sei più “quello delle scadenze”, diventi il consigliere strategico.

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Il sistema minimo efficace: Budget + Actual + Centri di costo

Un buon sistema di controllo economico aziendale nelle PMI si regge su tre pilastri:

1) Budget aziendale

È la rotta. Non deve essere perfetto: deve essere utile.

📌 Esempio pratico
Una PMI da 2,5 milioni di fatturato definisce:

  • Ricavi mensili attesi: 210.000 €
  • Margine lordo target: 38%
  • Costi fissi: 65.000 €/mese
  • Obiettivo: utile operativo 15.000 €/mese

Se a marzo l’azienda fa 220.000 € di ricavi, ma il margine scende al 30%, il mese “sembra buono”, ma in realtà è un campanello d’allarme.

Il budget non è “previsione”: è strumento di confronto.

2) Actual mensile e progressivo

È la realtà, aggiornata ogni mese.
Il vero valore è la velocità: meglio un dato preciso al 95% in 48 ore, che un dato perfetto dopo 60 giorni.

3) Controllo dei centri di costo

È qui che il controllo diventa operativo: si individuano i centri che assorbono risorse e si lavora sulle leve.

📌 Esempio pratico
Un’azienda ha tre centri:

  • Produzione
  • Commerciale
  • Generali

Se la voce “Servizi” cresce di 18.000 € in due mesi, il controllo per centri ti dice dove sta crescendo:

  • è marketing?
  • è manutenzione straordinaria?
  • è consulenza?
  • è logistica?

E soprattutto: è un investimento o una dispersione?

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Primo passo: costruire un Piano dei Conti “da Controllo di Gestione”

Per fare controllo servono conti che parlano.
Molte contabilità sono troppo generiche: bene per il bilancio, male per la gestione.

Un approccio pratico è organizzare su 3 livelli:

  • Mastri (Ricavi / Costi)
  • Sottomastri (aree logiche)
  • Conti (dettaglio contabilità generale)

E una scelta intelligente (e semplicissima) è marcare la variabilità del costo:

  • 0 = fisso
  • 100 = variabile
  • valori intermedi = semi-variabile

📌 Esempio pratico

  • Affitto capannone → variabilità 0
  • Provvigioni → variabilità 100
  • Energia → variabilità 60 (dipende dai volumi ma anche da base fissa)

Perché è potente?
Perché ti permette di costruire analisi immediate:

  • quanto si muovono i costi al variare del fatturato
  • quali costi sono “rigidi” e quali “controllabili”
  • quanto margine serve per coprire la struttura

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Registrazioni: la regola d’oro è “semplice per l’azienda, utile per il Commercialista”

Per fare controllo mensile non serve inserire ogni dettaglio contabile.
Serve acquisire i saldi mensili (o progressivi) del conto economico e guidare l’azienda con poche informazioni chiave.

Il metodo pratico prevede campi come:

  • Budget o Actual
  • Data
  • Conto
  • Importo contabile
  • Importo rettifica (per competenze, extra-contabili, normalizzazioni)
  • Progressivo (se serve trasformare il progressivo in saldo)

Le rettifiche sono la parte “da professionista”

Qui il Commercialista diventa strategico: normalizza il dato, lo rende confrontabile, leggibile, bancabile.

📌 Esempio pratico
Gennaio: costo consulenza 100.000 €
Ma è un costo di competenza su 4 mesi.

Rettifica:

  • gennaio: -75.000 € (resta 25.000)
  • febbraio: +25.000 €
  • marzo: +25.000 €
  • aprile: +25.000 €

Risultato?
Il mese di gennaio non appare “disastroso” e l’azienda non prende decisioni sbagliate.

Questo è Controllo di Gestione vero.

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Mensilizzazioni: il trucco che ti fa risparmiare ore e rende tutto scalabile

Uno degli ostacoli più grandi nelle PMI è la fatica di “fare i dati”.

La mensilizzazione risolve il problema alla radice:
se hai un dato annuale o un contratto, lo trasformi automaticamente in 12 mesi con una formula.

📌 Esempio pratico
Budget vendite: 120.000 €/anno
Vuoi caricarlo come 10.000 €/mese in automatico.

Oppure: stagionalità vera

  • 8% gennaio
  • 7% febbraio
  • 9% marzo
  • 11% aprile
  • 13% novembre
  • 12% dicembre

Ancora meglio: creare una formula basata sullo storico del conto (perfetta per aziende stagionali: turismo, moda, food, edilizia).

👉 Questo è il punto chiave: gli strumenti avanzati non servono a fare cose complicate, servono a rendere semplice ciò che altrimenti sarebbe impossibile fare ogni mese.

E quando il Commercialista porta questa efficienza, diventa indispensabile.

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Report periodici: il momento in cui il Commercialista diventa “direzione aziendale esterna”

Il report mensile non è un foglio pieno di numeri.
È un cruscotto che in 10 minuti deve dire:

  • cosa è successo
  • perché è successo
  • cosa fare adesso

Un report efficace mostra per periodo:

  • anni precedenti
  • budget
  • actual
  • differenze (scostamenti)
  • pesi percentuali sulle aree (sottomastri)
  • trend

📌 Esempio pratico
Il report di aprile mostra:

  • Ricavi +6% vs budget ✅
  • Margine lordo -4 punti ❌
  • Servizi commerciali +12.000 € ❌
  • Costi generali +3.000 € ⚠️

A questo punto il Commercialista non si limita a “commentare”.
Propone azioni:

  1. verificare listini e sconti medi del mese
  2. analizzare costi marketing (campagne inefficaci?)
  3. riposizionare provvigioni su marginalità, non sul fatturato
  4. introdurre un “minimo margine” per accettare ordini

Questo è controllo strategico.
E spesso è anche ciò che migliora il merito creditizio: perché un’azienda governata è un’azienda più finanziabile.

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Il vero vantaggio competitivo: Controllo di Gestione + banca = più credito, più fiducia, più valore

Oggi le imprese non hanno bisogno solo di un bilancio corretto.
Hanno bisogno di:

  • prevedere gli scenari
  • tenere sotto controllo margini e costi
  • governare la liquidità
  • presentarsi alle banche con dati e indicatori coerenti

Il Commercialista che fa Controllo di Gestione con strumenti avanzati:

  • aumenta la fidelizzazione (perché diventa indispensabile)
  • apre nuove linee di servizio (reportistica, budget, forecast, centri di costo)
  • migliora la qualità dei clienti (e la loro solidità)
  • riduce emergenze e “panico da scadenza”
  • crea un rapporto consulenziale, non contabile

E soprattutto diventa ciò che il mercato sta premiando:
il professionista che guida le PMI, non quello che le segue.

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È il modo più semplice per vedere come si applica questo approccio nella pratica e portarlo subito nel tuo studio.

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