
Fare un business plan non significa indovinare il futuro.
Significa costruire scenari credibili partendo dai dati, usando tecniche predittive che riducono l’incertezza e rendono le decisioni più consapevoli.
Il vero problema non è prevedere perfettamente.
È prevedere con metodo.
Un business plan serio non si basa su ottimismo o prudenza generica, ma su strumenti e tecniche che aiutano a rispondere a una domanda semplice:
“Qual è il risultato più probabile? E cosa succede se le cose vanno meglio o peggio?”
Vediamo le principali tecniche predittive utilizzabili da un Commercialista.
La prima tecnica è anche la più sottovalutata:
analizzare i dati storici per individuare trend reali.
Esempi:
crescita media ricavi negli ultimi 3 anni
variazione del margine
evoluzione del DSO (giorni di incasso)
andamento del mix prodotto
Se un’azienda cresce mediamente del 4% annuo, stimare +15% senza un driver concreto è un errore metodologico.
Il passato non garantisce il futuro, ma aiuta a definire un punto di partenza realistico.

Una previsione solida non parte dal risultato finale, ma dalle leve che lo generano.
Esempio:
Ricavi = Prezzo × Volumi
Costi variabili = % sui ricavi
Oneri finanziari = Debito × Tasso
Invece di scrivere “Ricavi anno prossimo 1.200.000 €”, si costruisce la previsione modificando i driver:
+2% prezzo
+5% volumi
miglioramento mix
Questo rende il piano:
verificabile
modificabile
simulabile
È la tecnica predittiva più utile perché collega decisione e risultato.
Una previsione unica è fragile.
Una previsione a scenari è robusta.
Si costruiscono almeno tre ipotesi:
Scenario base → andamento realistico
Scenario ottimistico → condizioni favorevoli
Scenario difensivo → peggioramento margini o ritardi incassi
Esempio:
| Scenario | EBITDA | Cassa | DSCR |
|---|---|---|---|
| Base | 150.000 € | +40.000 € | 1,3 |
| Ottimistico | 190.000 € | +80.000 € | 1,6 |
| Difensivo | 90.000 € | -20.000 € | 0,9 |
Questo permette di valutare:
la resilienza
il rischio
la bancabilità

Qui si testa l’effetto di una sola variabile per volta.
Domande tipiche:
Quanto incide +1% di prezzo sull’EBITDA?
Quanto impatta +10 giorni di DSO sulla cassa?
Quanto cala l’utile se i costi variabili aumentano di 2 punti percentuali?
Esempio:
+1% prezzo → +20.000 € EBITDA
+10 giorni DSO → -35.000 € cassa
Questa tecnica fa emergere quali sono i driver più pericolosi o più potenti.
Il break-even non è solo un calcolo contabile.
È una tecnica predittiva di resilienza.
Se l’azienda ha:
Break-even a 900.000 €
Ricavi previsti 1.100.000 €
La distanza di sicurezza è 200.000 €.
Ma se il margine si riduce, il break-even sale.
Questo permette di capire quanto l’azienda può assorbire uno shock.

Molti business plan si fermano all’utile.
Le tecniche predittive evolute collegano invece:
DSO (giorni incasso)
DPO (giorni pagamento)
DIO (magazzino)
Esempio:
Ricavi crescono del 10%
Ma DSO passa da 60 a 75 giorni
Risultato:
utile aumenta
cassa peggiora
Prevedere la cassa è spesso più importante che prevedere l’utile.
Si simulano condizioni avverse:
aumento tassi
calo ricavi del 10%
aumento costi materie prime
ritardo incassi
L’obiettivo non è essere pessimisti, ma verificare se l’azienda resta sostenibile.
Qui entrano indicatori come:
DSCR
Interest Coverage
PFN/EBITDA

Invece di fare un piano “una volta all’anno”, si aggiorna periodicamente.
Ogni trimestre:
si confrontano dati reali vs previsione
si aggiornano i driver
si ricalcolano scenari
Una previsione fatta “a sensazione” non è pianificazione.
Una previsione costruita con:
dati storici
driver espliciti
scenari
sensibilità
stress test
è consulenza professionale.

Il Commercialista non deve “indovinare il futuro”.
Deve:
rendere visibili le conseguenze
misurare il rischio
aiutare a scegliere tra alternative
Le tecniche predittive servono a questo:
👉 trasformare l’incertezza in decisione informata.

