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Business Continuity e ISO 27001: perché riguarda (davvero) gli Studi di Commercialisti

Negli studi professionali il rischio non è un concetto astratto.
Ha una data di scadenza, una sanzione, un cliente che chiama.

Eppure, quando si parla di Business Continuity o di certificazione ISO 27001, la reazione più frequente è ancora questa:

“Sono temi da grandi aziende, non da studi professionali.”

La realtà è diversa. Ed è utile chiarirlo con un approccio semplice, pratico e lontano dal linguaggio normativo.

 

La domanda giusta non è “se”, ma “quando”

Proviamo a partire da una situazione concreta.

Se domani mattina:

  • il gestionale non si avvia,
  • un attacco ransomware blocca l’accesso ai dati,
  • il server è irraggiungibile,
  • oppure una persona chiave dello studio non è operativa,

in quanto tempo lo studio è in grado di ripartire?

Non “in teoria”.
Non “se tutto va bene”.
Ma nella realtà, con scadenze fiscali, paghe, adempimenti e clienti che attendono risposte.

Questo è il cuore della Business Continuity:
la capacità di continuare a lavorare, o di tornare operativi rapidamente, anche quando qualcosa va storto.

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Business Continuity: una definizione “da studio”

In termini semplici, la Business Continuity risponde a una sola domanda:

Come continuiamo a svolgere le attività critiche dello studio in caso di evento imprevisto?

Negli studi di commercialisti gli eventi critici non sono scenari catastrofici lontani, ma situazioni molto concrete:

  • indisponibilità dei dati contabili,
  • blocco dei sistemi informativi,
  • perdita o compromissione di archivi,
  • assenza improvvisa di risorse chiave.

La Business Continuity non serve a evitare che accadano problemi.
Serve a gestirli senza improvvisazione.

 

Cos’è davvero la ISO 27001 (senza articoli e commi)

La ISO 27001 viene spesso percepita come una certificazione “IT” o puramente informatica.
In realtà, applicata a uno studio professionale, significa tre cose molto semplici:

  1. Sapere quali dati e processi sono critici
  2. Sapere quali rischi possono comprometterli
  3. Sapere cosa fare il giorno dopo un incidente

In altre parole, la ISO 27001 è un sistema organizzativo prima ancora che tecnologico.
È il manuale operativo dello studio, scritto prima che si verifichi un problema.

 

Perché la Business Continuity interessa i Commercialisti più di altri

  1. Responsabilità professionale

In caso di perdita di dati o disservizi gravi, la domanda chiave non è solo “cosa è successo”, ma:

Quali misure erano state previste per evitarlo o gestirlo?

La presenza di procedure, ruoli definiti e piani di risposta documentati fa una differenza sostanziale.

 

  1. GDPR e principio di accountability

Il GDPR non richiede l’assenza totale di incidenti.
Richiede misure adeguate, proporzionate e dimostrabili.

La Business Continuity e la ISO 27001 aiutano lo studio a dimostrare:

  • consapevolezza dei rischi,
  • organizzazione,
  • capacità di reazione.

 

  1. Reputazione e fiducia

Un cliente può accettare un errore.
Difficilmente accetta l’improvvisazione.

Sapere che lo studio è organizzato per gestire eventi critici rafforza la fiducia e tutela la reputazione professionale.

 

Cosa la ISO 27001 NON è (negli studi professionali)

È importante chiarire cosa non rappresenta, per evitare resistenze inutili:

  • non è solo per grandi aziende,
  • non è solo tecnologia,
  • non è burocrazia fine a sé stessa,
  • non blocca l’operatività dello studio.

Negli studi professionali funziona solo se è leggera, concreta e su misura.
Quando diventa un esercizio formale, perde valore. Quando diventa uno strumento operativo, lo crea.

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Da dove partire, senza certificazioni immediate

La vera domanda non è:

“Dobbiamo certificarci?”

Ma piuttosto:

“Oggi lo studio sarebbe in grado di dimostrare di essere pronto?”

Un primo passo semplice può essere una simulazione:

  • cosa succede se lo studio è fermo per 24 o 48 ore?
  • quali attività sono critiche?
  • chi decide cosa?
  • dove sono i dati?
  • quali alternative esistono?

Da qui nasce la Business Continuity.
La certificazione, eventualmente, viene dopo.

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In conclusione

Per uno studio di Commercialisti, la Business Continuity non è un costo accessorio né un adempimento “alla moda”.
È una forma di tutela operativa, professionale e reputazionale.

E come spesso accade, il momento migliore per pensarci è prima che serva.

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