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Perché il Commercialista deve avere un sistema di rating sintetico

Esistono tre tipi di sistemi di rating: i sistemi esterni (Fitch, Moody’s, Standard & Poors, ecc.), i sistemi interni (quelli delle banche), i sistemi sintetici. Questi ultimi sono modelli sviluppati in ambito scientifico, accademico e professionale, per dialogare con i primi due.

Perché un dottore Commercialista dovrebbe dotarsi di un sistema di rating sintetico?

Ovviamente perché il mondo sta cambiando velocemente, e i dinosauri storicamente non fecero una bella fine. Le regole del sistema finanziario, le norme della crisi di impresa, la situazione pandemica, stanno repentinamente cambiando il mercato, in modo epocale.

Certo, esiste ancora il mondo degli adempimenti obbligatori. Ma, se ci pensate, la transizione digitale verso la quale il nostro Paese investirà larga parte del Recovery Plan, porta una variabile strategica all’orizzonte: l’intelligenza artificiale.

Questa, nelle sue varie forme e definizioni, potrà rapidamente essere applicata al mondo degli adempimenti obbligatori. Non potrà esserlo, invece, al mondo della consulenza.

 

I contenuti del modello sintetico

Per poter costruire un modello di rating sintetico per i propri clienti, il dottore Commercialista dovrà possedere solide basi scientifiche in materia di finanza aziendale, e in modo particolare nella sua nicchia: i finanziamenti d’azienda. Dovrà, necessariamente, conoscere alcuni capisaldi del sistema sintetico stesso, tra i quali, a titolo di esempio, certamente non esaustivo:

  • Il funzionamento dei circuiti finanziari
  • Le cinque differenze prioritarie tra Kd (cost of debt) e Ke (cost of equity)
  • Le tavole di classificazione degli strumenti finanziari
  • Il calcolo del WACC
  • Il calcolo del CAPM
  • La riscrittura del bilancio (conto economico) in termini di NOPAT
  • La rilettura del conto economico in forma di EVA
  • L’analisi di redditività di un investimento
  • La misurazione dell’equilibrio economico

Naturalmente, potrei continuare, ma quanto sopra rappresenta soltanto un cenno ai principali temi di tipo professionale, da mettere in un sistema sul proprio portatile. Si tratta non solo di teoria, ma di sapere declinare la teoria in ambito professionale.

Per farlo, occorre avere, nel proprio studio, un modello professionale in grado di dialogare con i sistemi interni delle banche, e cioè usare le stesse metodologie di linguaggio. Per esempio, il più banale indice di bilancio, il ROI, dovrà essere calcolato su un CIN (capitale investito netto), che non coincide con il totale dello stato patrimoniale.

Ecco che il sistema sintetico del Commercialista dovrà prendere il bilancio in formato CEE, cioè il bilancio riclassificato ufficiale, e riscriverlo in un linguaggio diverso, con diverse quadrature, in quattro quadranti.

Soltanto così il sistema di rating sintetico saprà dialogare con il sistema interno, poiché, per esempio, il NOPAT diviso il Capitale investito è una proxy di un ROI; ma a condizione che il capitale investito sia netto, cioè si sappia calcolare un CIN. Analogamente, soltanto se il dottore Commercialista saprà calcolare il DER (Debt / Equity ratio), potrà dialogare con il leverage finanziario propriamente calcolato dalla banca.

 

I video

Ho preparato una serie di video per meglio spiegarti i concetti espressi in questo articolo.

Eccoli qui sotto, approfittane.

 

Conclusione

Perché dunque state leggendo questo articolo?

Se siete arrivati fino a qui, qualcuno potrebbe pensare che tali nozioni e prassi professionali siano avulse dal vostro interesse, per logica territoriale (il mio territorio è differente), per logica di cliente (il mio cliente è una piccola e media impresa), per logica bancaria (le banche del mio territorio chiedono ancora le garanzie).

Lo so; sono anni che ascolto queste obiezioni.

Ve lo dico in faccia; sono scuse per non voler vedere la realtà e affrontarla.

Non esistono territori della penisola in cui le regole finanziarie non siano state cambiate, e ve lo dico perché seguono i miei corsi Commercialisti che vengono da ogni remoto angolo di Italia.

Non esistono problemi dimensionali, perché in Italia il 95% delle imprese sono di micro dimensione (meno di 10 dipendenti), e tutte vengono lette con questi criteri universali (e tutti i vostri colleghi Commercialisti hanno aziende di dimensioni simili alle vostre, per fatto statistico comprensibile dalla percentuale di cui sopra).

Infine, l’altro giorno in una cena a Roma con un aspirante cadetto del corso Masterbank ©, un dottore Commercialista mi raccontava della pretesa delle banche di chiedere ancora le garanzie.

Sono sciocchezze; informatevi.

Le banche avranno nei prossimi anni la principale questione degli NPLs e dei crediti unlikely to pay. Soltanto i dinosauri, in banca, pensano che chiedere una garanzia patrimoniale (una casa o un capannone) per una pratica che non regge il rating, sia un modo moderno di fare banca.

Dovete soltanto prendere una decisione: far la fine dei dinosauri come loro, oppure, nel vostro mondo, la libera professione, decidere di aprire gli occhi, e non accettare di fare soltanto i servitori non pagati dell’agenzia delle entrate, quando esistono anche altre fonti di entrata alternative e remunerative, nel campo della consulenza d’azienda.

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