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Le Ultime dal Blog

La terza grandezza del cash flow (per il Commercialista specialista in finanziamenti d’azienda)

Scopo dell’articolo è illustrare quali siano i passaggi tecnici dal secondo livello di cash flow (OCF) al terzo livello di cash flow (UCF). Esistono diverse configurazione di rendiconto finanziario. In questo articolo faremo riferimento alla forma più diffusa e utilizzata nella prassi professionale dagli specialisti dei finanziamenti d’azienda: la forma internazionale.

Il tema è di estremo interesse ed attualità, in quanto, in epoca di crisi economica collegata al noto problema pandemico, saper valutare la capacità dell’azienda di produrre, sia in logica retroattiva, sia in logica prospettica, il valore degli unlevered cash flow (flussi di cassa prima dei finanziamenti), è competenza essenziale del dottore Commercialista e del Tributarista.

Quanto segue ha quindi la finalità di offrire al libero professionista la capacità di costruirsi un pezzo di proprio sistema sintetico, su elaboratore elettronico, al fine di fornire consulenza al proprio cliente, sia in sede di dichiarazioni e bilanci, cioè in logica retroattiva, sia – soprattutto – in logica what if e previsionale (business plan).

 

Un consiglio operativo

Il mio consiglio operativo è quello di predisporre sul proprio foglio elettronico un modello in grado di determinare la terza grandezza usata nel sistema di rating interno della banca. Tale grandezza si chiama UCF (Unlevered Cash Flow).

Ma come si calcola? Ci serve un modello di rendiconto finanziario.

 

Il rendiconto finanziario

Vediamo, passaggio per passaggio, come si costruisce il rendiconto finanziario.

Ipotesi forte del modello
L’ipotesi forte di questo modello è di aver già determinato, come ho spiegato in precedenti articoli professionali su questo blog, le prime due grandezze del rendiconto finanziario redatto in logica internazionale: il CCF (Current Cash Flow), e OCF (Operating Cash Flow).

Consiglio professionale
Il consiglio operativo è costruirsi su foglio elettronico un modello di analisi in grado di passare dal CCF fino alla grandezza target di terzo livello: UCF (Unlevered Cash Flow). In questo articolo intendo trattare di tutti i passaggi logici per passare dalla seconda (OCF) alla terza grandezza (UCF). Si supponga quindi di aver calcolato, secondo lo schema illustrato nei precedenti articoli di questo blog, la grandezza precedente (OCF). Il consiglio professionale è inserire queste tabelle nel proprio modello di foglio elettronico (excel).

Il nuovo pezzo di modello
E’ importante ragionare sui flussi dell’attività tipica, poiché, ovviamente, l’attività non tipica è meno prevedibile. L’OCF è quindi importante perché è un flusso di cassa la cui grandezza non è inquinata dalla attività non operativa. Occorre ricordare che, per il teorema della separazione delle fanti dagli impieghi, la raccolta e l’impiego sono due momenti logici distinti; prima si deve vedere la capacità di produrre cassa con le normali attività, poi in funzione delle logiche di finanziamento vedere come impiegarla. Dal punto di vista logico, sono due flussi di cassa diversi. E’ importante valutare la capacità di cassa di una azienda cosiddetta unlevered, cioè prima dei finanziamenti, ovvero nel momento in cui se deve ancora decidere se finanziare o no l’impresa. E’ solo successiva la decisione di acquisire cassa con finanziamenti esterni con conseguenti oneri finanziari, oppure se distribuirla, come vedremo. Inoltre l’acquisizione di ulteriore cassa può avvenire non soltanto con capitale di debito, ma può essere che l’impresa scelga di andare a chiedere capitale di rischio o debito mezzanino.

Tutti questi ragionamenti sono tuttavia successivi: per ora, siamo arrivati per ora al flusso cassa operativo.

Le decisioni finanziarie vengono dopo, in quanto fino a questo punto stiamo parlando della capacità dell’azienda di creare flussi dalla sola attività tipica.

Si ricordi: OCF dipende solo dalla attività tipica.

A questo punto cosa manca? Mancano tutti i flussi di cassa derivanti dalla attività che finora non abbiamo considerato, cioè dai flussi della attività non operativa. Cioè, a questo punto dobbiamo scrivere: +/- flusso di cassa non operativo. Il flusso di cassa non operativo è una “scatola” che produce o distrugge cassa, ma non con attività tipica. Possiamo ricordare due regole riferite ai flussi di cassa non operativi:

  • Non sono fenomeni derivanti da attività tipica
  • Non sono soltanto fenomeni derivanti da operazioni straordinarie di gestione

Quali esempi possiamo fare di flussi di cassa non operativi?

  • Ad esempio l’affitto attivo per immobile della società oppure spese condominiali. Il flusso di cassa può essere di Conto economico (affitto attivo + spese condominiali).
  • Oppure l’acquisto di immobile civile (flusso -) oppure la vendita di un immobile civile ( flusso +).

Riassumendo il passaggio da OCF a UCF, si veda il seguente schema:

Da OCF a UCF

= Flusso di cassa operativo (operating cash flow)
+ – flusso di cassa non operativo
= Flusso di cassa prima dei finanziamenti (unlevered cash flow)

Otteniamo così una grandezza molto importante che possiamo chiamare in 4 modi diversi:

1) flusso di cassa prima dei finanziamenti
questa è la vera cassa prodotto dalla azienda per effetto di investimenti:

  • operativi
  • non operativi

2) UCF (unlevered cash flow)
3) flusso di cassa industriale

Le prime tre denominazioni sono importanti, e tutte usate nella prassi, ma forse è la quarta che consente di comprendere meglio la natura di questo fondamentale flusso di cassa. Dobbiamo porci una domanda per meglio capire che cosa sia l’unlevered cash flow. E la domanda sulla quale deve riflettere il lettore è: a chi appartiene questo flusso di cassa, cioè, detto in modo semplicistico ma efficace: di chi è? Poniamoci allora queste domande.

Di chi è l’UCF?

  • Dell’imprenditore? No
  • Degli azionisti? No
  • Dell’azienda? Si
  • Se questi flussi sono veramente cash, di chi è questo cash unlevered? Se ci riflettiamo, questa liquidità è destinata ancora a remunerare le fonti di capitale.

Questo cash è per il capitale:

  • di debito
  • di equity

Del resto, si pensi al rendiconto finanziario sviluppato nei passaggi precedenti, e ci si chieda ad esempio se le seguenti voci di costi siano già state o meno pagate, se cioè il flusso di cassa unlevered debba essere destinato ancora al loro pagamento.

  • Lo stato? No, già pagato (nel circolante)
  • Gli stipendi? No, già pagati (nell’Ebit)
  • I fornitori? No, già pagati (nel circolante)

Allora, detto in modo semplice; di chi sono questi soldi?

Sono dei finanziatori, ed in modo sintetico affermiamo:

  • delle banche
  • degli azionisti

In modo più preciso, affermiamo che il flusso di cassa unlevered deve remunerare le fonti, perché è il flusso che deriva dagli impieghi. Ma, come spiego nel corso MasterBANK©, sin dall’unità didattica sul WACC, non vi è una sola forma di capitale, ma più forme, e sono possibili forme di capitale di debito, di rischio, ed ibride.

Parimenti, che il capitale di debito non è solo quello definibile come debito verso banche. Allora, in modo più preciso, concludiamo questa parte di modello professionale trovando una denominazione importante ed una definizione dell’unlevered cash flow.

Denominazione

In conclusione, il 4° modo di definire questo flusso di cassa è:

4) flusso di cassa disponibile per l’azienda

Definizione

UCF è il flusso di cassa disponibile per i suoi finanziatori
a qualunque titolo.

Ragioni di rilevanza professionale
Il blog nel quale è pubblicato questo articolo ha portato il lettore a comprendere quali siano le conseguenze dei passaggi dalla logica di competenza alla logica di cassa.

In particolare, si è compreso per quali ragioni le grandezze di reddito non siano sufficienti alla valutazione degli investimenti, che sono fenomeni tipici della vita aziendale, e cui sono correlati, per il principio di separazione delle fonti e degli impieghi, i finanziamenti d’azienda.

Per tali ragioni, abbiamo appreso come, partendo dalla grandezza fondamentale dell’EBIT, sia possibile sviluppare un rendiconto finanziario. Di questo, con passaggi logici puntualmente commentati, il lettore dovrebbe aver appreso i concetti fondamentali di CCF (current cash flow), di OCF (operating cash flow) e di UCF (unlevered cash flow).

In particolare, abbiamo ricordato come l’ultima grandezza sia particolarmente rilevante, in quanto rappresenta il flusso di cassa disponibile per i finanziatori, a qualsiasi titolo, dell’azienda.

Ma quale destinazione può avere il flusso di cassa dell’azienda? E’ quello che scopriremo nel successivo articolo professionale.

 

Conclusione

Gli UCF (Unlevered Cash Flow) sono le grandezze più importanti per la banca, poiché sono i flussi di cassa prima dei finanziamenti (cioè prima del proprio apporto). In questo articolo abbiamo visto il terzo passaggio tecnico per la costruzione di un sistema di rating sintetico. Con tale definizione si intende in dottrina il sistema in grado di dialogare con quelli esterni (Moody’s, Fitch, Standard’s & Poors, ecc.) e con quelli interni (degli intermediari finanziari, in primis le banche).

Nei prossimi mesi, diventerà cruciale dimostrare a questi ultimi, cioè ai sistemi delle banche, che l’azienda cliente è in grado di sviluppare autonomamente e argomentare anche il secondo livello di cash flow.

In particolare, la capacità del consulente aziendale di monitorare, controllare e prevedere, anche con opportune analisi di tipo what if, il livello di UCF (Unlevered Cash Flow), sarà di estremo valore nel prossimo immediato futuro, stante la situazione di crisi in cui versano molte imprese italiane, segnatamente quelle di piccola dimensione.

Inserire nel proprio studio modelli professionali, sviluppati su elaboratore elettronico, in grado di offrire ai propri clienti informazioni chiave, a loro necessari per dialogare in lingua moderna con il sistema finanziario, che usa logiche e linguaggi internazionali, significa presentarsi sul mercato professionale come uno specialista della materia dei Finanziamenti d’Azienda.

Tale materia, che è una nicchia della più ampia famiglia della Finanza Aziendale, è certamente tematica di grande attualità nella situazione economica del mercato italiano.

Come ben sanno tutti i miei allievi del corso MasterBANK, il Commercialista, il Tributarista possono opportunamente integrare la visione fiscale con quella di questa diversa disciplina, poiché la logica di cassa, e non di competenza, è quella usata dal sistema degli intermediari finanziari, coi quali i vostri clienti dovranno interloquire.

Saper discutere di UCF, nei prossimi mesi, farà la differenza tra la vita e la morte delle aziende vostre clienti.

 

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