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La 5S nello studio del Commercialista: meno disordine, meno errori, più tempo per i clienti

Quando si parla di metodologia 5S, molti pensano immediatamente a una fabbrica giapponese, a un reparto produttivo o a un magazzino pieno di utensili da ordinare.

In realtà, la 5S può essere estremamente utile anche nello studio di un Commercialista.

Non come teoria organizzativa. Non come l’ennesima procedura da scrivere e lasciare in un raccoglitore. Ma come metodo pratico per individuare, fotografare e correggere tutte quelle piccole inefficienze che ogni giorno fanno perdere tempo, aumentano il rischio di errore e peggiorano la qualità percepita dal cliente.

Una pratica lasciata sulla scrivania sbagliata. Un documento salvato in tre cartelle diverse. Un fascicolo senza etichetta. Una password condivisa su un foglio. Una stampante circondata da risme, toner e documenti da smaltire. Una sala riunioni che, pochi minuti prima dell’arrivo del cliente, deve ancora essere riordinata.

Presi singolarmente sembrano problemi minori.

Sommati per settimane, mesi e persone, diventano ore di lavoro perse, interruzioni, errori, ritardi e tensioni interne.

La 5S serve proprio a questo: rendere visibile il disordine organizzativo prima che diventi un problema serio.

Che cos’è davvero la 5S

La metodologia 5S nasce in Giappone nell’ambito del miglioramento continuo e della produzione snella.

Il nome deriva da cinque parole:

  • Seiri: separare ciò che serve da ciò che non serve;
  • Seiton: sistemare ogni cosa nel posto corretto;
  • Seiso: pulire e, nello stesso tempo, controllare;
  • Seiketsu: standardizzare le modalità corrette di lavoro;
  • Shitsuke: mantenere nel tempo le regole definite.

Applicata a uno studio professionale, la 5S non significa semplicemente “tenere in ordine”.

Significa costruire un ambiente nel quale:

  • i documenti si trovano rapidamente;
  • le responsabilità sono chiare;
  • le informazioni non restano bloccate nella testa di una sola persona;
  • gli errori diventano più difficili;
  • le anomalie vengono individuate prima;
  • il cliente percepisce organizzazione e affidabilità.

1. SEIRI: ELIMINARE CIÒ CHE NON SERVE

La prima S invita a distinguere ciò che è utile da ciò che occupa spazio, genera confusione o non ha più ragione di esistere.

In uno studio professionale può riguardare sia gli oggetti fisici sia le informazioni digitali.

Esempio: fascicoli cartacei duplicati

Lo stesso cliente ha:

  • un raccoglitore principale;
  • una cartellina sulla scrivania del collaboratore;
  • una copia della documentazione nella sala archivio;
  • alcuni documenti ancora nella vaschetta della segreteria.

Nessuno sa con certezza quale sia la versione aggiornata.

La 5S porta a domandarsi:

  • quali documenti devono essere conservati;
  • dove deve trovarsi l’originale;
  • quali copie possono essere eliminate;
  • chi è responsabile dell’archiviazione;
  • come deve essere identificata la versione corretta.

Esempio: cartelle digitali inutili

Nel server si trovano cartelle come:

  • Cliente Rossi;
  • Rossi nuovo;
  • Rossi definitivo;
  • Rossi definitivo 2;
  • Rossi aggiornato;
  • Rossi da controllare.

La difficoltà non è solo estetica. È un rischio operativo.

Un collaboratore potrebbe lavorare sul file sbagliato, inviare una versione superata o perdere tempo a confrontare documenti quasi identici.

La prima S porta a eliminare duplicazioni e archivi inutili, conservando solo ciò che ha una funzione precisa.

 

2. SEITON: OGNI COSA DEVE AVERE UN POSTO

Dopo aver eliminato ciò che non serve, bisogna organizzare ciò che resta.

Il principio è molto semplice:

ciò che viene utilizzato deve essere facile da trovare, facile da usare e facile da rimettere al proprio posto.

Esempio: pratiche in lavorazione

In molti studi le pratiche passano da una scrivania all’altra senza un sistema visibile.

Una cartellina può significare:

  • da registrare;
  • da controllare;
  • in attesa del cliente;
  • pronta per la firma;
  • urgente;
  • sospesa.

Se non esiste uno standard comune, ogni collaboratore interpreta la situazione a modo proprio.

Con Seiton si può definire un sistema semplice:

  • vaschetta blu: documenti ricevuti;
  • vaschetta gialla: pratica in lavorazione;
  • vaschetta rossa: anomalia o scadenza urgente;
  • vaschetta verde: pronta per la verifica finale;
  • posizione dedicata: in attesa di risposta del cliente.

Non serve una grande procedura. Serve una regola chiara, condivisa e visibile.

Esempio: documenti inviati dai clienti

Il cliente invia documenti attraverso:

  • e-mail;
  • WhatsApp;
  • portale;
  • carta;
  • messaggi al titolare;
  • messaggi diretti a un collaboratore.

Il problema non è la quantità dei canali. Il problema è l’assenza di un punto di raccolta certo.

La 5S può portare a definire che ogni documento, indipendentemente dal canale di arrivo, debba essere:

  1. registrato;
  2. collegato al cliente;
  3. inserito nella pratica corretta;
  4. marcato come verificato;
  5. reso disponibile alle persone autorizzate.

3. SEISO: PULIRE SIGNIFICA ANCHE CONTROLLARE

Nella metodologia 5S, pulire non è un’attività puramente estetica.

Pulire significa osservare.

In una fabbrica, pulendo una macchina si possono scoprire perdite o componenti danneggiati. In uno studio professionale, “pulire” un processo può far emergere errori, ritardi e informazioni mancanti.

Esempio: pulizia dell’elenco scadenze

Durante una verifica dell’elenco scadenze si scopre che:

  • alcuni clienti non hanno un responsabile assegnato;
  • alcune attività risultano aperte da mesi;
  • alcune scadenze sono duplicate;
  • le note non spiegano lo stato reale;
  • alcune attività dipendono ancora dalla memoria del titolare.

La pulizia dell’elenco diventa quindi un controllo organizzativo.

Esempio: scrivania piena di documenti

Una scrivania disordinata non è necessariamente segno di scarsa professionalità. Ma può nascondere:

  • documenti riservati visibili;
  • pratiche dimenticate;
  • promemoria non registrati;
  • dati personali non protetti;
  • fogli che nessuno sa più a quale cliente appartengano.

La segnalazione 5S non deve accusare la persona. Deve descrivere oggettivamente il rischio e suggerire una soluzione.

 

4. SEIKETSU: STANDARDIZZARE SENZA CREARE BUROCRAZIA

Questa è una delle fasi più importanti per uno studio professionale.

Un’attività è davvero organizzata quando viene svolta correttamente non solo dalla persona più esperta, ma anche da chi la deve sostituire.

Standardizzare non significa scrivere manuali di cento pagine.

Può significare:

  • una checklist;
  • una fotografia della postazione corretta;
  • una struttura standard delle cartelle;
  • una regola di denominazione dei file;
  • un modello di e-mail;
  • un flusso visivo;
  • un elenco di controlli;
  • una responsabilità assegnata.

Esempio: nome dei file

Senza standard, ogni persona salva i documenti in modo diverso:

  • bilancio.pdf;
  • bilancio nuovo.pdf;
  • ultimo bilancio.pdf;
  • bilancio definitivo vero.pdf.

Uno standard potrebbe essere:

2026_Cliente_TipoDocumento_Periodo_Versione.pdf

Per esempio:

2026_RossiSRL_Bilancio_2025_Definitivo.pdf

Questo rende più semplice:

  • trovare il documento;
  • ordinare le versioni;
  • evitare duplicazioni;
  • automatizzare ricerche;
  • trasferire la pratica a un collega.

Esempio: accoglienza del nuovo cliente

Ogni collaboratore potrebbe raccogliere informazioni diverse.

Uno standard pratico può prevedere:

  • anagrafica completa;
  • referenti;
  • deleghe;
  • credenziali e accessi;
  • documenti societari;
  • scadenze iniziali;
  • servizi inclusi;
  • responsabile interno;
  • modalità di comunicazione;
  • verifica finale della presa in carico.

La 5S aiuta a trasformare l’esperienza personale in un metodo replicabile.

5. SHITSUKE: MANTENERE IL SISTEMA NEL TEMPO

Il problema principale non è mettere ordine una volta.

Il problema è evitare che, dopo alcune settimane, tutto torni come prima.

Per questo la quinta S riguarda la disciplina organizzativa.

Non una disciplina punitiva, ma la capacità dello studio di mantenere le buone regole attraverso:

  • verifiche periodiche;
  • responsabilità definite;
  • segnalazioni semplici;
  • fotografie;
  • azioni concrete;
  • controllo dell’efficacia.

Esempio: verifica mensile di dieci minuti

Una volta al mese, ogni area dello studio può essere osservata per pochi minuti:

  • reception;
  • sala riunioni;
  • archivio;
  • postazioni;
  • area stampanti;
  • server e cartelle digitali;
  • gestione delle pratiche aperte;
  • documenti riservati;
  • scadenze;
  • attività sospese.

Lo scopo non è assegnare colpe.

Lo scopo è trovare ciò che può essere migliorato prima che diventi una non conformità, un reclamo o un errore verso il cliente.

Esempi pratici di 5S nello studio del Commercialista

Documenti riservati lasciati sulla stampante

Problema osservato: documenti fiscali e dati personali rimangono nel vassoio della stampante condivisa.

Rischi:

  • accesso non autorizzato;
  • scambio di documenti tra clienti;
  • perdita di riservatezza;
  • contestazioni.

Azione immediata: ritirare i documenti e consegnarli al responsabile.

Azione strutturale: introdurre stampa protetta con codice oppure una regola di ritiro immediato.

Credenziali annotate su fogli visibili

Problema osservato: password o codici di accesso sono scritti su post-it vicino al monitor.

Rischi:

  • accessi impropri;
  • perdita di controllo;
  • violazioni della sicurezza;
  • responsabilità verso il cliente.

Azione immediata: rimuovere il foglio.

Azione strutturale: utilizzare un sistema autorizzato di gestione delle credenziali.

Sala riunioni non pronta

Problema osservato: fascicoli, cavi, bicchieri e materiali della riunione precedente sono ancora sul tavolo.

Conseguenze:

  • cattiva impressione;
  • perdita di tempo;
  • rischio che il cliente veda informazioni di altri clienti;
  • riunione avviata in ritardo.

Standard possibile: fotografia della sala pronta, checklist di fine riunione e responsabilità assegnata.

E-mail non archiviate nella pratica

Problema osservato: comunicazioni importanti restano nella casella personale del collaboratore.

Rischi:

  • informazione non disponibile durante un’assenza;
  • perdita della ricostruzione storica;
  • risposta duplicata;
  • mancata esecuzione di un impegno.

Azione strutturale: definire quali comunicazioni devono essere salvate nella pratica e con quale regola.

Pratiche dipendenti da una sola persona

Problema osservato: solo un collaboratore conosce lo stato effettivo di alcune pratiche.

Rischi:

  • blocco in caso di assenza;
  • difficoltà di sostituzione;
  • perdita di informazioni;
  • dipendenza organizzativa.

Applicazione 5S: standardizzare note, stato, prossima azione, responsabile e data prevista.

Modelli diversi per la stessa attività

Problema osservato: ogni collaboratore usa un proprio modello per lettere, verbali o richieste documentali.

Conseguenze:

  • immagine non uniforme;
  • errori nei testi;
  • informazioni mancanti;
  • difficoltà di aggiornamento.

Soluzione: archivio unico dei modelli approvati, con versione e data di aggiornamento.

Archivio digitale senza regole

Problema osservato: la stessa tipologia di documento si trova in cartelle diverse a seconda del collaboratore.

Azione 5S:

  • eliminare duplicati;
  • definire una struttura unica;
  • stabilire regole di denominazione;
  • assegnare permessi;
  • programmare verifiche periodiche.

Scadenza segnata solo sull’agenda personale

Problema osservato: un adempimento importante è conosciuto soltanto dal responsabile della pratica.

Rischio: in caso di assenza, nessuno interviene.

Azione strutturale: tutte le scadenze rilevanti devono essere inserite nel sistema condiviso, con responsabile e stato.

Documenti del cliente incompleti

Problema osservato: la pratica entra in lavorazione anche se mancano documenti essenziali.

Conseguenze:

  • attività interrotta;
  • richieste ripetute;
  • perdita di tempo;
  • ritardi;
  • responsabilità non chiare.

Standard: checklist iniziale di completezza e stato visibile “in attesa documenti”.

Dalla segnalazione 5S alla non conformità

Non tutte le osservazioni 5S devono diventare una non conformità.

Una cartellina fuori posto può essere risolta immediatamente.

Ma alcune segnalazioni possono evidenziare problemi più importanti:

  • errori ripetuti;
  • perdita di documenti;
  • violazioni della riservatezza;
  • attività non controllate;
  • mancanza di responsabilità;
  • mancato rispetto di uno standard;
  • reclami del cliente;
  • rischi per la continuità operativa.

In questi casi, la registrazione 5S può diventare la base per aprire:

  • un reclamo interno;
  • una non conformità;
  • un’azione correttiva;
  • un’attività formativa;
  • una revisione della procedura;
  • un intervento organizzativo.

Il vantaggio è enorme: la non conformità non nasce da una descrizione generica compilata settimane dopo, ma da una fotografia, da un commento e da un’evidenza concreta.

 

Utilizzare le app MasterBANK per fare efficienza

La metodologia 5S funziona quando è semplice da utilizzare.

Se per registrare un problema bisogna aprire moduli complessi, compilare decine di campi e conoscere codici tecnici, le persone smetteranno presto di usarla.

Un’applicazione 5S pratica deve permettere di:

  1. scattare o caricare una fotografia;
  2. aggiungere un breve commento;
  3. far analizzare la situazione all’Intelligenza Artificiale;
  4. ottenere una proposta di classificazione;
  5. individuare priorità, rischi e azioni;
  6. trasformare la segnalazione in reclamo o non conformità;
  7. mantenere il collegamento con la fotografia originale.

L’AI non sostituisce il Commercialista, il titolare dello studio o il responsabile della qualità.

Serve a trasformare rapidamente un’osservazione grezza in una scheda comprensibile e utilizzabile.

Per esempio, partendo da una fotografia e dal commento:

“Documenti lasciati vicino alla stampante.”

l’AI può proporre:

  • titolo della segnalazione;
  • categoria 5S;
  • descrizione dell’evidenza;
  • rischio per la riservatezza;
  • azione immediata;
  • azione strutturale;
  • metodo di verifica.

L’utente resta libero di modificare, correggere o integrare tutto.

Un metodo semplice per iniziare

Non serve avviare un progetto complesso.

Si può partire da una sola area dello studio:

  • sala riunioni;
  • archivio;
  • gestione documenti;
  • scrivanie;
  • pratiche in lavorazione;
  • cartelle digitali;
  • scadenze;
  • area stampanti.

Per trenta giorni, ogni volta che viene osservata un’inefficienza, si registra:

  • una fotografia;
  • un commento;
  • una valutazione;
  • un’azione.

Alla fine del periodo sarà possibile capire:

  • quali problemi si ripetono;
  • dove si perde più tempo;
  • quali rischi sono più frequenti;
  • quali standard mancano;
  • quali attività dipendono troppo dalle persone;
  • quali miglioramenti hanno prodotto risultati concreti.

Questa è la differenza tra fare teoria organizzativa e migliorare davvero uno studio.

 

Prova MasterBANK gratuitamente per 30 giorni nel tuo Studio

Per capire se la metodologia 5S è utile non serve frequentare un corso accademico o scrivere un nuovo manuale.

Serve provarla su problemi reali.

Per 30 giorni puoi utilizzare l’app 5S per:

  • registrare fotografie e osservazioni;
  • far analizzare le situazioni dall’AI;
  • classificare i problemi;
  • individuare rischi e priorità;
  • proporre azioni immediate e strutturali;
  • collegare le segnalazioni a reclami e non conformità;
  • costruire uno storico concreto dei miglioramenti.

Scegli un’area del tuo studio, coinvolgi i collaboratori e registra tutto ciò che genera disordine, interruzioni, errori o perdita di tempo.

Dopo trenta giorni non avrai soltanto una serie di fotografie.

Avrai una mappa reale di come funziona il tuo studio e di dove può diventare più efficiente, ordinato e professionale.

Prova gratuitamente l’app 5S per 30 giorni su un caso reale del tuo studio, assieme ad un nostro tutor:

iscriviti subito alla pagina www.masterbank.it

Il miglioramento organizzativo non comincia da una nuova procedura. Comincia dal primo problema che finalmente decidi di vedere.

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