Cookies: Questo sito utilizza cookies indispensabili per il suo funzionamento, di profilazione prima parte e cookies di terze parti.
Cliccando su ACCETTA I COOKIES, utilizzando questo sito, scorrendo questa pagina, o registrandoti, presti il consenso all'uso dei cookies.
Per saperne di più clicca qui.

ACCETTA I COOKIES

Le Ultime dal Blog

I 4 tipi di Commercialista nell’Italia post Coronavirus

Non parlerò, in questo articolo, del Coronavirus, perché io non sono un medico e ci sono già troppi medici che parlano di economia.

Esiste però un secondo tipo di virus, che colpirà l’Italia, ed è un virus economico.

Esattamente come nel corpo umano, così nel corpo economico di una nazione si può spandere, senza confini, l’epidemia. Forse non ci avete riflettuto, ma sarà possibile contenere – tutti lo speriamo, al momento nel quale scrivo – i focolai dell’epidemia.

Si potrà fare, mi spiegano i virologi, contenendo i contatti tra corpi malati e corpi sani. Purtroppo, in economia, le cose non funzionano così. In questo articolo, a differenza di tantissimi altri del blog, non fornirò competenze di finanza aziendale e finanziamenti d’azienda, ma ragionerò secondo le mie competenze di professore universitario di strategia.

In particolare, renderò noti i miei ragionamenti degli scorsi anni, applicati al mio piano strategico aziendale. Nel video sotto ho introdotto ciò che leggerai in questo articolo:

 

Il virus economico

Se pensate che chiudere Province o Regioni sia la soluzione alla crisi economica, pensando che non possa estendersi oltre i cordoni sanitari, siete in errore. Già oggi, a pochi giorni dalla introduzione di un decreto che, di fatto, blocca l’Italia per un mese almeno, gli effetti della crisi si fanno sentire, in tutta Italia.

Come ho spiegato in altro articolo, ho ascoltato e dato voce ai miei amici ex allievi di MasterBANK ©, oggi membri della mia rete professionale, commercialisti in tutta Italia. Dalla Puglia al Piemonte, dalla Sicila alla Toscana, dal Lazio alle Marche, ho ascoltato e dato voce a colleghi che raccontano di settori economici diversi, dal tessile al turismo, dall’arredo alla moda, dai servizi alla persona agli autotrasportatori.

Tutti i vostri colleghi raccontano di una situazione tra il tragico e il drammatico, con vari aggettivi e accenti locali, talora contornati di epiteti colorati verso il Governo, che pensa di risolvere una crisi economica con il rinvio delle tasse.

Ma quali tasse? – dicono i vostri colleghi della mia rete – se le aziende andranno in perdita e saranno a rischio di chiusura? Serve ben altro.

 

I quattro tipi di Commercialista

In questi giorni, si vedono due paste di esseri umani. Tutti, ma proprio tutti, hanno paura. Solo che, di fronte alla paura, ci sono due reazioni di fondo, differenti.

I primi sono quelli che danno vita all’egoismo, alla reazione isterica, alla logica “homo homini lupus”.

I secondi, sono quelli che danno vita alla logica di squadra, di rete, di sostegno reciproco. Nella mia rete professionale vi è spazio solo per i secondi. Nell’economia del post coronavirus vi saranno, a mio modo di vedere, quattro tipi di Commercialista.

Ipotizzo due variabili. Sull’asse delle ascisse (Asse X) possiamo identificare due fattispecie di studi:

  1. Studi orientati alla consulenza strategica direzionale
  2. Studi orientati agli adempimenti obbligatori (fiscali, contabili, ecc.)

Parimenti, sull’asse delle ordinate, (Asse Y) possiamo identificare due fattispecie di studi:

  1. Studi chiusi all’esterno, alla logica di interrelazione e di rete professionale
  2. Studi aperti all’esterno, alla logica di relazione e rete professionale

Così discorrendo, nella mia visione strategica dell’evoluzione della professione del Commercialista (ma anche del tributarista), io vedo, per esperienza diretta pluriennale, una struttura logica a matrice, nella quale le variabili si possono così combinare, come nella figura 1.

Fig. 1 – Tipi di studi professionali in Italia post-coronavirus

 

Secondo la mia teoria, ci sono quindi due variabili: il tipo di servizio e il tipo di apertura.

Il tipo di servizio può essere ancorato a logiche “anni ‘90”, cioè vecchie ormai di trent’anni, nelle quali il Commercialista era identificato – nell’immaginario del mercato – prevalentemente per gli adempimenti obbligatori. Quel modello ha fornito buoni livelli di redditività agli studi commerciali sostanzialmente fino a una dozzina di anni or sono, con la crisi del 2008. Dopo, come evidenziano le statistiche di tutti gli studi, pubblicate anche su quotidiani economici, la redditività degli studi è mediamente scesa, per una serie di ragioni note che esulano dagli scopi di questo articolo.

Io prevedo che, dopo la crisi economica indotta dal Coronavirus, quel modello mostrerà tutti i propri limiti, poiché le imprese avranno bisogno di ben altri servizi, primi tra tutti quelli di consulenza strategica e finanziaria ad essa collegata. Il secondo tipo di servizio è quello che io definisco “anni 2020”, cioè esattamente quello che chiederanno le imprese italiane che usciranno a pezzi dalle miserie economiche della gestione del coronavirus. Si tratta di servizi di consulenza ad alto livello, per reperire risorse finanziarie, per ristrutturare il passivo, per accedere ai finanziamenti d’azienda, non senza avere una capacità di consulenza sulle scelte strategiche necessarie e risollevarsi.

La seconda variabile è invece il tipo di apertura.

Nel modello tradizionale, lo studio del Commercialista italiano è tradizionalmente individualista e la sua appartenenza a ordini professionali o di rappresentanza è di maniera. Potete insultarmi quanto volete, ma conosco troppo bene la logica individualistica degli studi, da troppi anni, per non poterlo affermare con una certa sicumera. Naturalmente parlo di media, tralascio le eccezioni, cioè ragiono di mediana del mercato. In questa logica vivono la grande maggioranza degli studi che arrivano alla mia rete professionale, pieni di timore, di invidia e di rivalità, naturalmente mai dichiarata, per una questione di stile. Poi, però, lamentano davanti a un caffè i comportamenti scorretti di chi abbassa prezzi e tariffe sugli adempimenti tradizionali, di fatto distruggendo la redditività del mercato tradizionale, in forte declino, per altre ragioni. Al contrario, vi sono pochi che ragionano in logica di rete, di squadra, di scambio di best practises, di informazioni, di occasioni di lavoro, di competenze, e soprattutto – questo è prioritario – di azione commerciale.

Potete essere i commercialisti più bravi del mondo – nessuno lo dubita – ma se non siete in grado di farlo sapere ai potenziali clienti, là fuori, ve la potrete raccontare su linkedin, dove parlerete ad altri come voi, venditori e non acquirenti.

Al contrario, in logica di rete si procede parlando al mercato, ai clienti, e non ai concorrenti. A mio parere, nei prossimi anni ci saranno quindi tre frontiere del mercato:

  • Frontiera rossa: servizi “anni ‘90” in logica “homo homini lupus”
  • Frontiera gialla: servizi “anni ’90 in logica rete” o “servizi anni 2020” in logica “homo homini lupus”
  • Frontiera verde: servizi “anni 2020” in logica “consulenza strategica in logica di rete”

 

Dove vogliamo andare con il mio progetto

Il titolo del paragrafo non è sgrammaticato. Voglio andare, con i commercialisti della mia rete, nella frontiera numero tre. In quella frontiera è il Commercialista di quarto dipo, cioè quello che offre i servizi che verranno richiesti con urgenza dalle imprese italiane negli anni 2020 nell’era post-coronavirus, e che intende farlo non da solitario, ma in una logica di rete professionale.

Per questo, è molto forte, nel mio mondo, il senso di deontologia, di squadra, di idem sentire, di appartenenza. Se non ci credi, ascolta le testimonianze dei tanti commercialisti che, ormai, fanno parte della mia squadra.

CLICCATE QUI
PER ASCOLTARE LE TESTIMONIANZE
DEI VOSTRI COLLEGHI
CHE SI SONO FIDATI DI ME

 

Ora che hai ascoltato non le mie parole, ma le loro, avrai capito dove vogliamo andare, tutti insieme. Il Corso MasterBANK © non è altro che la prima tappa di un percorso, cioè un requisito necessario. Per andare nella frontiera verde, io ho sviluppato due assi strategici:

  • Asse A : assoluto standing professionale
  • Asse B: forte senso di appartenenza

Nel mio piano strategico aziendale quindi io in questi anni, come avrai visto dalle numerose testimonianze, ho lavorato moltissimo sul senso di appartenenza, e ad oggi oltre centocinquanta commercialisti mi hanno dato fiducia, in Italia.

Per questo abbiamo creato una rete professionale e una azione commerciale comune, volta a dare risposte ai nostri clienti, in logica di gruppo, con un piano strategico commerciale nazionale. Di fronte, abbiamo un mercato enorme, che avrà bisogno di competenze altissime in termini professionali, basate su una rigorosa conoscenza tecnica di aree che diventeranno strategiche nei prossimi anni.

Se pensi che le aziende si risolleveranno semplicemente perché il governo concederà dilazioni e crediti di imposta, e ritieni di poter stare nel tuo studio, tranquillo, ad attendere che i clienti suonino il campanello per chiederti gli adempimenti, sei libero di farlo.

Io, dai segnali che colgo da tutta Italia, sono pronto a scommettere che la frontiera rossa diventerà un lazzaretto di studi nei quali i flussi di cassa diventeranno rarefatti, perché i loro clienti rallenteranno i pagamenti per servizi che riterranno non strategici per salvare l’azienda. Mi spiace dirlo, ma gli imprenditori tenderanno a dilazionare i pagamenti ai fornitori non strategici, per fare cassa. Al contrario, pagheranno in via prioritaria coloro che forniranno servizi ritenuti essenziali, per loro, non per lo Stato esattore o – nella logica dell’imprenditore – per i suoi intermediari.

Il corso MasterBANK © è solo la prima tappa per entrare a far parte di questo progetto, acquisendo competenze tecniche e professionali di altissimo livello, che potrai poi usare anche singolarmente, nella frontiera gialla. Io credo però che ti appassionerai a quella verde, come tanti tuoi colleghi hanno scelto di fare, insieme.

A questo punto, se hai letto fino a qui e hai ascoltato le testimonianze, devi solo porti una domanda:

Ti fidi di me?

L’unico motivo per cui non contattarmi per avere informazioni gratuite, è se rispondi negativamente a quella domanda, nonostante le testimonianze di tantissimi tuoi colleghi.

Allora, sei irrimediabilmente votato alla logica “homo homini lupus”, e il mondo del futuro e della rete che io disegno non è di tuo interesse.

Se, al contrario, sei dubbioso e giustamente desideroso di maggiori informazioni, non è l’epoca del coronavirus adatta ai pavidi e ai San Tommaso. In quella che sarà una nuova era, ci sarà spazio per quelli veloci e coraggiosi.

Peraltro, cliccare un bottone per avere informazioni gratuite ed esaustive da un essere umano, e non da un articolo scritto da un video, non necessita di chissà quale audacia.

Coraggio, ti aspettiamo per darti tutte le informazioni di cui giustamente necessiti per prendere una scelta, se del caso anche parlando direttamente con i tanti tuoi colleghi che, in passato, e con molte minori informazioni, già mi hanno dato fiducia. Alcuni di loro, in questo momento esatto, sono in una riunione commerciale per rispondere alle richieste di nuovi clienti che si sono rivolti alla nostra rete. Aspetto anche te, perché, nell’era post coronavirus avremo bisogno di persone competenti, serie e coraggiose.

Ti è piaciuto? Condividi l'articolo!