
Negli ultimi mesi i social network sono stati invasi da una quantità impressionante di video, webinar e post che raccontano gli agenti di Intelligenza Artificiale come se rappresentassero la soluzione definitiva a qualsiasi problema professionale.
Sembra tutto straordinariamente semplice.
“Collega ChatGPT al gestionale.”
“Costruisci un agente.”
“Lascia che sia lui a prendere le decisioni.”
In pochi minuti viene dato l’impressione che sia possibile automatizzare il lavoro di uno Studio professionale e sostituire anni di esperienza con qualche riga di configurazione.
Confesso di guardare questo entusiasmo con una certa preoccupazione.
Non perché l’Intelligenza Artificiale non sia una tecnologia straordinaria. Al contrario, sono convinto che rappresenti una delle innovazioni più importanti degli ultimi decenni e che cambierà profondamente il modo in cui lavoriamo.
La mia preoccupazione riguarda un altro aspetto.
Molti stanno confondendo uno strumento potentissimo con la competenza professionale.
Ed è un errore che, nella consulenza, può diventare molto costoso.
Viene pagato perché sa costruire il percorso che porta alla risposta.
Questa è una differenza enorme.
Quando un imprenditore entra nel vostro Studio e vi chiede se può investire un milione di euro in un nuovo stabilimento, non si aspetta un sì o un no.
Si aspetta che qualcuno analizzi la situazione da prospettive diverse.
Che verifichi la sostenibilità finanziaria.
Che metta in discussione le ipotesi formulate dall’imprenditore.
Che individui i rischi nascosti.
Che evidenzi ciò che nessuno ha ancora visto.
Che trasformi numeri apparentemente corretti in una decisione realmente consapevole.
Questo percorso è ciò che distingue un professionista da un semplice esecutore.
Ed è anche ciò che distingue una consulenza di valore da una risposta generata in pochi secondi.
È importante comprendere questo concetto fino in fondo.
Un modello di Intelligenza Artificiale possiede enormi capacità di elaborazione.
Sa leggere migliaia di pagine.
Sa collegare informazioni.
Sa riconoscere schemi.
Sa produrre testi eccellenti.
Sa persino scegliere quali strumenti utilizzare per raggiungere un obiettivo.
Ma tutto questo non significa che conosca il metodo con cui un Commercialista esperto affronta una decisione complessa.
Non conosce automaticamente le domande che dovrebbero essere poste.
Non sa quali verifiche abbiano realmente valore e quali siano soltanto rumore.
Non distingue, da solo, ciò che è tecnicamente corretto da ciò che è professionalmente prudente.
Questa conoscenza non nasce dall’Intelligenza Artificiale.
Nasce dall’esperienza.
Dalle pratiche seguite.
Dalle aziende osservate nel corso degli anni.
Dagli errori evitati.
Dalle crisi affrontate.
Dalle decisioni che hanno avuto successo e da quelle che, invece, hanno insegnato qualcosa.
Questa esperienza non è disponibile in un modello linguistico.
Appartiene ai professionisti.
Pensano che costruire un agente AI significhi trasferire automaticamente quella competenza dentro un software.
Non è così.
Un agente AI è perfettamente in grado di eseguire un processo.
Ma qualcuno deve aver progettato quel processo.
Qualcuno deve aver deciso quali dati raccogliere.
Qualcuno deve aver stabilito quali verifiche eseguire.
Qualcuno deve aver definito l’ordine corretto delle analisi.
Qualcuno deve aver individuato i punti in cui fermarsi e chiedere ulteriori informazioni.
Quel qualcuno non è l’Intelligenza Artificiale.
È il professionista.
Ed è proprio qui che nasce il vero vantaggio competitivo.
Non siamo partiti dall’Intelligenza Artificiale.
Siamo partiti da una domanda molto più difficile.
Come ragiona un professionista quando deve aiutare un imprenditore a prendere una decisione importante?
Abbiamo cercato di trasformare quel ragionamento in un metodo.
Abbiamo identificato i controlli indispensabili.
Le verifiche economiche.
Le analisi finanziarie.
Le simulazioni.
Gli indicatori.
Le relazioni tra i dati.
I fattori organizzativi.
Perfino gli elementi umani che spesso influenzano una decisione molto più dei numeri.
Solo dopo aver costruito questo percorso abbiamo integrato l’Intelligenza Artificiale.
Perché, a nostro avviso, il ruolo dell’AI non è inventare il metodo.
È applicarlo con maggiore velocità, maggiore profondità e maggiore capacità di sintesi.
Ogni giorno leggiamo promesse secondo cui gli agenti AI sostituiranno i consulenti, prenderanno decisioni autonome e rivoluzioneranno gli Studi professionali.
Probabilmente molti di questi strumenti saranno utili.
Alcuni saranno eccellenti.
Ma nessuno potrà sostituire ciò che rende davvero prezioso un Commercialista: la capacità di trasformare dati complessi in decisioni migliori.
La tecnologia può accelerare questo processo.
Può renderlo più completo.
Può ridurre il tempo dedicato alle attività ripetitive.
Può aiutare a vedere connessioni che sfuggono a un’analisi manuale.
Ma la qualità della decisione continuerà a dipendere dalla qualità del metodo.
Ed è proprio questo che, troppo spesso, nei social network viene completamente ignorato.
Così come oggi tutti hanno accesso agli stessi fogli di calcolo.
Eppure Excel non ha mai trasformato automaticamente una persona in un esperto di controllo di gestione.
Non ha mai reso chiunque un analista finanziario.
Non ha mai insegnato a interpretare un bilancio.
Ha semplicemente moltiplicato le capacità di chi possedeva già un metodo.
L’Intelligenza Artificiale farà esattamente la stessa cosa.
Renderà straordinari i professionisti che sapranno trasferire la propria esperienza in un processo strutturato.
E renderà semplicemente più veloci coloro che continueranno a lavorare senza un metodo.
Questa, probabilmente, è la differenza più importante che un Commercialista dovrebbe comprendere oggi.
Perché il futuro della professione non appartiene a chi utilizza l’Intelligenza Artificiale.
Appartiene a chi saprà insegnarle come ragiona un vero professionista.
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