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Cosa avrebbe fatto un Finanzialista? Episodio 3 – Silicon Valley Bank: la banca non è fallita per la corsa agli sportelli

Quando si parla del fallimento della Silicon Valley Bank, quasi tutti ricordano le immagini dei clienti che cercavano disperatamente di ritirare i propri depositi.

È una scena che ha fatto il giro del mondo.

File davanti alle filiali.

Bonifici bloccati.

Miliardi di dollari richiesti nel giro di poche ore.

Per molti osservatori quella è stata la causa del fallimento.

Ma un Finanzialista avrebbe raccontato una storia completamente diversa.

La corsa agli sportelli non è stata la causa.

È stata semplicemente l’ultimo atto.

La domanda giusta non è perché migliaia di clienti abbiano deciso contemporaneamente di ritirare il proprio denaro.

La domanda è molto più scomoda.

 

Perché quella banca non era in grado di sopportare un evento che, per definizione, una banca dovrebbe essere pronta ad affrontare?

È la stessa differenza che esiste tra l’incendio e la presenza della benzina.

L’incendio attira l’attenzione.

Ma il vero problema era ciò che rendeva possibile quell’incendio.

Ed è esattamente questo il modo di ragionare di un Finanzialista.

Non cerca l’evento.

Cerca la vulnerabilità.

Per comprenderlo basta spostare il ragionamento dalle grandi banche alle imprese che ogni Commercialista segue ogni giorno.

Quante volte un imprenditore attribuisce le proprie difficoltà a un evento esterno?

“Ho perso un cliente.”

“La banca mi ha ridotto gli affidamenti.”

“Il costo dell’energia è aumentato.”

“Il mercato si è fermato.”

Sono tutte affermazioni vere.

Ma raramente rappresentano la vera causa della crisi.

Un’azienda finanziariamente equilibrata può subire un evento negativo.

Può anche attraversare un anno difficile.

Ma continua a vivere.

Quando invece un singolo episodio mette immediatamente in discussione la continuità aziendale, significa che la fragilità era già presente.

Il caso Silicon Valley Bank rappresenta perfettamente questo concetto.

Per anni la banca aveva raccolto enormi quantità di liquidità provenienti soprattutto dal mondo delle startup tecnologiche.

In un contesto di tassi molto bassi aveva investito una parte significativa di quella liquidità in titoli a lunga scadenza.

Finché i tassi rimanevano bassi, tutto sembrava funzionare.

Poi il contesto economico è cambiato.

I tassi sono aumentati rapidamente.

Il valore di quei titoli è diminuito.

Nel frattempo molte startup hanno iniziato a consumare la liquidità raccolta negli anni precedenti e hanno aumentato i prelievi dai propri conti.

La banca si è trovata costretta a vendere parte dei titoli in perdita.

La fiducia è diminuita.

I clienti hanno iniziato a ritirare i depositi.

Il resto è cronaca.

 

Ma un Finanzialista non avrebbe aspettato quel momento.

Molto prima avrebbe iniziato a fare domande.

Qual è il livello di concentrazione della clientela?

Quanto dipendiamo da un unico settore economico?

Cosa succede se il costo del denaro cambia rapidamente?

Quali sono gli effetti di un forte aumento dei tassi sul nostro patrimonio?

Quanto tempo possiamo resistere se una parte importante della liquidità viene richiesta contemporaneamente?

Sono domande che sembrano appartenere al mondo bancario.

In realtà riguardano qualsiasi impresa.

Pensiamo a una PMI manifatturiera.

Ha pochi clienti molto grandi.

Investe in nuovi macchinari finanziandosi quasi esclusivamente con debito bancario.

Mantiene scorte elevate.

Incassa a centoventi giorni.

Finché il mercato cresce, tutto funziona.

Poi arriva una crisi.

Uno dei clienti rallenta.

La banca riduce gli affidamenti.

I pagamenti slittano.

Improvvisamente manca la liquidità.

L’imprenditore dirà che il problema è stato il cliente o la banca.

Il Finanzialista arriverà a una conclusione diversa.

Il problema era la dipendenza da un equilibrio troppo fragile.

Ed è qui che cambia completamente il ruolo del consulente.

Per molti anni il Commercialista è stato visto come il professionista che aiutava l’impresa a comprendere ciò che era già successo.

Oggi gli imprenditori chiedono qualcosa di diverso.

Chiedono qualcuno che li aiuti a prendere decisioni prima che i problemi si manifestino.

Non vogliono sapere soltanto quanto utile produrranno.

Vogliono sapere quanto rischio stanno assumendo.

Questo richiede strumenti nuovi.

Richiede simulazioni.

Richiede analisi di scenario.

Richiede business plan realmente dinamici.

Richiede controllo finanziario continuo.

Richiede anche la capacità di utilizzare l’Intelligenza Artificiale non per sostituire il professionista, ma per accelerare la raccolta delle informazioni e aumentare la qualità delle analisi.

 

È esattamente questa la filosofia che abbiamo sviluppato in MasterBANK.

Molti pensano che il nostro lavoro consista nel fornire un software.

In realtà il software rappresenta soltanto una parte del metodo.

Il vero valore è imparare a porre le domande giuste.

Perché un indice finanziario può dirti che esiste un problema.

Ma è la domanda giusta che ti permette di evitarlo.

Questo è il motivo per cui parliamo di Finanzialista e non semplicemente di consulente finanziario.

Il Finanzialista accompagna l’imprenditore nelle decisioni.

Non si limita a commentarle.

Costruisce scenari.

Simula conseguenze.

Valuta alternative.

Trasforma i numeri in scelte.

È un ruolo completamente diverso.

Ed è un ruolo che sempre più imprenditori cercano nei propri consulenti.

Forse è proprio questo il cambiamento più importante che il Commercialista deve affrontare nei prossimi anni.

Non sostituire ciò che sa fare oggi.

Ma aggiungere competenze che gli consentano di diventare indispensabile anche quando le imprese chiedono qualcosa che il bilancio, da solo, non può raccontare.

Per questo motivo in MasterBANK non proponiamo semplicemente un percorso formativo.

Proponiamo un’esperienza pratica.

Per trenta giorni il Commercialista può lavorare gratuitamente insieme a un Tutor, utilizzando il metodo MasterBANK su un caso reale del proprio Studio.

È il modo migliore per comprendere cosa significhi davvero ragionare come un Finanzialista.

Perché leggere un caso come quello della Silicon Valley Bank è interessante.

Applicare lo stesso metodo ai propri clienti può cambiare completamente il modo di fare consulenza.

La domanda finale, allora, è molto semplice.

Se domani uno dei tuoi clienti subisse un improvviso problema di liquidità, riusciresti a distinguere tra la causa apparente e la vera fragilità che l’ha resa possibile?

Se vuoi scoprirlo, puoi iscriverti gratuitamente su www.masterbank.it e provare per 30 giorni, affiancato da un Tutor, il metodo MasterBANK direttamente sui casi pratici del tuo Studio.

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