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Come il Commercialista deve guidare la parte descrittiva del Business Plan

Molti ignoranti pensano che fare un business plan significhi buttare giù due numeri, facendo un conto economico.

In realtà, al di là di fare dei conti economici, stati patrimoniali, flussi di cassa, analisi per indici, i numeri, di per sé, non significano nulla.

Ciò che conta davvero è la parte descrittiva del business plan.

Lo dico da analista: cioè, essendo stato dall’altra parte della barricata, posso testimoniare che i business plan sono davvero letti, se scritti bene.

Non si tratta di saper scrivere bene nella lingua di Dante.

Si tratta di saper scrivere secondo regole codificate e ben precise. In altri termini, il consulente deve saper scrivere il documento in modo da rendere intellegibili i numeri.

I numeri, se non spiegati, non hanno né valore, né significato.

 

I contenuti della parte descrittiva

I cinque capitoli essenziali sono ben definiti. Dapprima occorre costruire la presentazione del soggetto proponente, che risponde alla domanda: chi sei?

In secundis, occorre, spiegare l’idea imprenditoriale, che risponde alla domanda: quale problema risolvi?

Come terzo aspetto, occorre saper trattare del prodotto e servizi, che risponde alla domanda: con che cosa?

Come quarto elemento, occorre saper descrivere il mercato, in tre parti; domanda, offerta e struttura del mercato. Tale elemento risponde alla domanda: per chi viene risolto?

Come quinto elemento, occorre avere basi solide di strategia, una materia che non si improvvisa e non si apprende al bar.

Tale quinto capitolo risponde alla domanda: come lo risolvi?

Questi cinque capitoli della parte descrittiva consentono poi di sviluppare la parte quantitativa, secondo uno schema ben preciso che vi allego.

Di qui, si spiega il piano degli investimenti sulla base di 3 elementi:

  1. Piano di marketing
  2. Piano della produzione
  3. Piano della struttura

 

I video

Ho preparato una serie di video per meglio spiegarti i concetti espressi in questo articolo.

Eccoli qui sotto, approfittane.

 

Conclusione

Molti lettori Commercialisti staranno pensando: ah, ma queste cose non sono importanti, ciò che conta sono i numeri.

La verità è che, per un valutatore, è molto più importante saper spiegare i numeri, che rappresentare dei diagrammi a barre.

Nei miei trascorsi da valutatore, non ho mai visto le barre del business plan scendere; sempre, invariabilmente, ho visto dei bei grafici a barre crescenti. Il vero problema, per il valutatore, è capire i numeri.

Le relazioni, in termini descrittivi, devono spiegare il progetto.

La qualità delle relazioni dipende da alcuni elementi che sono:

  • La oggettività dei dati
  • La trasparenza del dato
  • La verificabilità del dato

In conclusione, il Commercialista non è colui che deve buttare giù due numeri “perché li ha chiesti la banca”, ma colui che sa guidare l’imprenditore verso una corretta rappresentazione del piano di impresa.

In questo ambito, non ci si improvvisa.

Occorre conoscere le regole, le prassi, le abitudini informali che il lettore del business plan usa per valutare il piano di impresa.

Il Commercialista che non voglia soltanto essere interpellato alla fine dell’anno per “pagar meno tasse”, ha oggi l’opportunità di diventare autorevole consulente, interpellato “ex ante” sugli scenari evolutivi di impresa. Tali scenari non si spiegano soltanto coi numeri: le parole sono fondamentali.

Come esistono regole per i numeri, così esistono le regole per le parole.

 

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